Domani (oggi per chi legge, ieri per chi legge il SundayJumper al lunedi) sarò a Barletta, per chiudere l’evento R-Evolution del Fiof. Un evento che si è spostato dal centro Italia (Orvieto) al sud, ed è quindi un’occasione per verificare lo stato di salute di zone che raramente vengono “battute” dagli eventi. Forse è una buona occasione per vedere, nella pratica, anche quello che si sta per festeggiare: un’Unità d’Italia che giovedi 17 Marzo raggiunge la data dei 150 anni, ma che poco ci interessa dal punto di vista formale, molto di più da quello pratico.

Sono ormai tanti (non ancora “troppi”) anni che seguo il mercato dei fotografi professionisti, e conosco abbastanza bene le problematiche territoriali. Tanti anni fa, andando il Sicilia, un amico fotografo (Pippo Cucinotta) mi raccontava, sorseggiando una fantastica granita alle mandorle, che il problema dei fotografi siciliani era – tra gli altri – anche quello di dover mandare “sul continente” le pellicole da sviluppare. Era una realtà che rendeva difficile, anche dal punto di vista pratico, il lavoro, i professionisti dovevano essere “ancora più bravi” per sopperire ad una carenza strutturale del mercato. Mentre a Milano si facevano clip test per vedere, nel giro di un’ora, se l’esposizione era “ok” o se era necessario “tirare” di 1/3 o di 1/2 stop lo sviluppo definitivo, in Sicilia non si poteva sbagliare. Per non parlare delle pellicole, che non sempre arrivavano fresche e per avere qualche materiale “speciale” bisognava attendere miracoli. Ho avuto un senso di grande stima per quel fotografo che mi mostrava un lato del problema che richiedeva grande professionalità e tanta passione, per superarlo.

Oggi il mercato è cambiato, o quantomeno la tecnologia ha semplificato molto. Certo, ancora ci sono – e non solo al sud – problemi di connettività (sono disposto a dare il mio voto a qualsiasi partito che mi faccia vedere un vero e concreto impegno per rendere efficace e aperta la connettività dati in Italia, tutte le altre promesse non mi interessano, così come non mi interessano i colori: solo fatti per tirare su l’economia di questo Paese, e secondo me per farlo servono reti efficienti, prima di tutto). A parte questo, la fotografia digitale ha eliminato i problemi di pellicole e sviluppi, di tempi morti e di inefficienze. Ma ha aperto un altro problema: quello che mette in luce le inefficienze personali. Oggi se si produce bassa qualità fotografica è solo ed esclusivamente colpa di chi fotografa. Non è nemmeno questione di “costi”: oggi la fotocamera più economica consente di realizzare una qualità eccezionale, Photoshop è in mano a tutti, i computer sono economici (quando ho iniziato, 1 Mb di Ram costava 100 mila lire quindi un banco da “ben” 64 Mb di Ram costava 6 milioni e 400 mila lire… in più c’era da mettergli attorno il computer). Se si produce (e purtroppo si produce) tanta bassa qualità, ci sono solo colpe, nessuna giustificazione.

Spero di trovare a Barletta gente con entusiasmo, con passione, con la voglia di crescere (e che magari è arrivato non solo dalla Puglia, ma anche dalla Calabria, dalla Sicilia, dalla Basilicata… insomma: siamo vicini più del solito, vale la pena fare qualche chilometro, no?). Io mi sveglierò alle 5 di mattina dell’unico giorno della settimana in cui riesco di solito a dormire (e vi assicuro che ne ho proprio bisogno, di dormire un pochino… me lo ha imposto anche il medico), per prendere un aereo alle 7.30 del mattino da Malpensa (si, perché a Milano, visto che avevamo un comodissimo aeroporto a pochi chilometri dal centro della città, si è deciso di spostare anche i voli locali all’aeroporto internazionale che è a 50 Km…) per esserci, per partecipare a questa iniziativa, dando fiducia ad un nuovo corso del Fiof. Spero di trovare tanta gente, spero che i “media partners ufficiali” abbiano svolto correttamente, con impegno e con passione il loro compito, perché serve che ci sia un impegno collettivo, concreto, effettivo: non solo parole di circostanza. Personalmente andrò a Barletta avendo a disposizione 4 ore e userò una strategia di comunicare ad alta velocità tante informazioni, tanti concetti. Chi vorrà seguire il mio intervento, potrà portarsi a casa una quantità di stimoli che sarebbero sufficienti per aprire tante porte e tante opportunità. Ma dovranno esserci, le persone. Tante. Troppo spesso, in questa Italia che vuole crescere a parole, ma che trova troppo spesso tanti motivi per “non fare fatica”, le occasioni si perdono, e poi rimangono solo tanti commenti del tipo “non venite mai, non si fa mai nulla dalle nostre parti”…

Lo spero davvero, che ci sia tanta gente, che si voglia approfittare dell’occasione per parlarci, per capire cosa si può fare per aiutare chi vuole darsi da fare, per chi non si accontenta, per chi vuole crescere. Internet, la rete, i social network hanno unito il mondo, riusciranno ad unire anche l’Italia, oppure è troppo difficile? Noi siamo ottimisti, quindi saremo presenti; domani (oggi per chi ci legge, ieri per chi ci leggerà lunedi…) lo scopriremo. Più andremo verso una cultura digitale (che qualcuno definisce “virtuale”) e più saranno necessari “fatti”.

10 responses

  1. Mi dispiace non poter essere presente al tuo interessante intervento ma ho lasciato Barletta proprio stamattina. Spero che tu possa respirare non solo l’affetto e il calore della città, ma anche la seria intenzione di migliorarsi. Quest’anno la convention ha dimostrato una rivoluzione non solo nel nome, ma anche nei fatti. Io ho seriamente percepito questi aspetti, quindi spero di non essere smentito al tuo ritorno.

  2. Ne approfitto per salutare tutti gli amici colleghi del sud.
    Credo che oggi dovremmo parlare anche di digital united.
    Dobbiamo credere veramente che il mezzo non è il media qualitativo
    a cui tanto aneliamo. spazziamo via il sinonimo della qualità a tutti i costi ( a quali costi!!!)
    Vorrei capire cosa me ne devo fare di un file da 240 mb in rgb provocato dai nuovi dorsi digitali di ultima
    generazione, se poi il punctum dell’immagine è scarso.
    Vorrei fare cataloghi con il telefonino e avere clienti che apprezzino il mio operato.
    Credo che le idee, tradotte in pratica, alla fine vincano. Per me è così, lo sto sperimentando
    ora più che mai. In questo Luca è davvero un motore di “Ricerca”
    Vorrei, soprattutto al sud. Auguri a tutti, davvero

  3. In questa frase: “non venite mai, non si fa mai nulla dalle nostre parti”… mi ci riconosco(e penso tu sia stato ispirato in questo da un commento che feci su Twitter)e continuo a riconoscermi,poiché ci sono state tante piccole imprecisioni (com’è normale che sia in un evento) che però hanno reso l’evento in sé impreciso. Le mostre tutte molto interessanti, però ho constatato parlando, con la gente di Barletta, una scarsa comunicazione con gli esercizi commerciali e anche con la gente di Barletta che era molto interessata ad alcuni incontri..poca connettività con il territorio e poca valorizzazione di quest’ultimo in un evento che avrebbe dovuto anche favorire un po’ di turismo, nel senso positivo del termine. Fatto così in questo modo dirompente mi è sembrato semplicemente un modo alternativo di “colonizzare il territorio.”

  4. @beppe. Cataloghi col telefonino ?! .

    Brrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!
    Un brivido freddo mi ha percorso la schiena.
    A chi toccherà scontornare e ritoccare le foto col telefonino?

    fiuuu!

    :-)

  5. Ciao Luca,
    pepatino l’invito a partecipare agli amici nel sud :-)

    C’entra poco, ma leggendoti devo aver rimescolato alcuni punti che hai toccato e il brainstorming da stanchezza mi fa pensare che i fotografi italiani sono i migliori, perchè devono farcela anche senza le famose infrastrutture che riempiono solo i programmi dei nostri amministratori.
    Le reti, le strade, gli aereoporti.

  6. Ciao Luca,
    io domenica ero lì (con parte del mio staff) e non ti avrei perso per nulla al mondo!
    Detto questo mi dispiace che (anche dalle tue parole) domenica tu abbia dato conferma all’idea che il tuo impegno domenicale non sia stato corrisposto. Sicuramente una parte del problema c’è e non mi voglio nascondere dietro campanilismi inutili e provinciali ma….. chi ha organizzato l’evento NON POTEVA e NON DOVEVA mettere il tuo intervento alla fine di 5 lunghi giorni di convegno! Io ho seguito quasi tutti i giorni del festival ed il numero di partecipanti, pur con tutti o problemi che abbiamo nel nostro sud, è stato cospicuo!
    Però è andato scemando via via che il festival scorreva e domenica sera purtroppo eravamo al minimo.
    Con questo non cerco giustificazioni, ma non vorrei che si facesse di tutt’erba un fascio…. per venirti ad ascoltare ci siamo fatti i nostri 300 km ma il tuo intervento è valso tutto il festival… forse, forse questo non lo aveva capito nemmeno l’organizzazione.
    Detto questo sono convito che se tu organizzassi uno dei vostri corsi (magari sulle Vsrl) al centro sud ci sarebbe una fortissima partecipazione……

    Con rinnovata stima :-)

  7. Vorrei chiarire un concetto importante, anche a seguito della giornata: non mi stavo preoccupando del “mio” intervento, non sono così egocentrico da credere che il mondo debba girare attorno a me ;-) Non ero preoccupato che ci fossero tante o poche persone al “mio” intervento, ma in generale all’evento. Ho avuto una serie di feedback e di sensazioni, alcune segnalazioni di questi commenti dovrebbero essere di aiuto e di stimolo agli organizzatori (visto che mi sembra di capire che la location potrebbe essere replicata l’anno prossimo), e quindi il dialogo che, per fortuna Jumper è in grado di creare e di sviluppare, potrebbe essere una bella e utile piattaforma per costruire un secondo appuntamento più ricco, più calato nella realtà culturale della zona, con più partecipazione.

    C’era gente, quello che ho visto io era la coda di tutto quindi qualcuno è andato via prima, l’anno prossimo mi è stato proposto di essere “posizionato” in una giornata più centrale, e ho dato la mia disponibilità. C’è un anno di tempo, c’è un cammino da fare, c’è da stabilire dei ruoli e degli impegni. Tra questi, forse, anche definire delle strategie di comunicazione efficaci. E proprio il vedere che qui, su Jumper, si stanno costruendo i ponti per la prossima edizione porterà a ricercare da parte dell’organizzazione forme più profonde di collaborazione.

  8. Ciao Luca, ti seguo e ti conosco da tanti anni (ovviamente non puoi ricordarti di me), e ti seguo puntualmente (seppur in silenzio) tutti i Lunedì. Sabato mattina ho chiamato al Fiof x prenotarmi all’unico evento che ritenevo più “revolution” di altri, cioè il tuo di domenica pomeriggio. Purtroppo un impegno di lavoro dell’ultimo minuto mi ha bloccato, ma ti assicuro che fare quasi 2 ore di strada per sentirti, era per me un grande piacere. Sei per tutti noi un RIFERIMENTO, e per questo ti ringrazio, anche se ho un pò di rammarico per non averti incontrato personalmente… tranquillo, mi piacciono solo le donne :-) .
    P.S. Se si potesse avere la registrazione del tuo corso di ieri sarei sicuramente il primo a prenotarlo!
    Con stima e gratitudine,
    Gianni Laforgia.

  9. Ciao Luca,
    il tuo seminario è stato illuminante. Diciamo che l’organizzazione, quest’anno è stata calata in una realtà fuori dagli schemi. Come se fosse stato fatto tutto per la prima volta. Per ora speriamo che Barletta possa ospitare di nuovo l’evento, e come tu stesso hai scritto, c’è un anno di tempo per “fare” e “fare bene” !
    Noi siamo contenti del risultato ottenuto. 430 fotografi professionisti, 1300 presenze totali (sabato) tra curiosi, appassionati e professionisti.
    Ti scrivo anche per ricevere i pdf della relazione, se possibile.
    Io sono quello che ti ha aiutato con il proiettore.
    Ti ringrazio anticipatamente
    Saluti
    Enrico Lamonaca

  10. mi dispiace del fatto e lo dico dal sud, dai pochi km che mi separano da barletta, circa 100, di non aver saputo nulla dell’evento.seguo quotidianamente blog ed altro ma solo domenica 13 , quando ormai ero già impegnato, ho visto su un quotidiano una mezza pagina che pubblicizzava l’evento. non un manifesto nei paesi della provincia di bari(barletta è provincia a se’), non un banner, nulla di nulla. magari si poteva pubblicizzare meglio. peccato sarà per l’anno prossimo.
    dario.

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