La settimana scorsa abbiamo lanciato la nostra rivista JPM8, ed è stata una settimana impegnativa di contatti, segnalazioni e richieste. Lo sapevamo, quando si propone un prodotto totalmente nuovo, è necessario un periodo di adattamento, bisogna imparare ad usarlo e anche a capirlo. In questo spazio abbiamo raccolto alcuni elementi che vi permetteranno di capire meglio cosa è, effettivamente, JPM8, e come fruirla nel modo migliore. Una specie di spazio FAQ che vuole però essere più una chiacchierata per raccontarvi quello che c’è dietro, anche al progetto in quanto tale, per capire più che “sapere come usarla”, comprendere dove sta andando la comunicazione digitale e come potete – voi tutti – trarne vantaggio non solo come fruitori, ma come produttori (all’insegna del percorso Fotografi MAKERS, di cui abbiamo parlato tanto e che si è sviluppato in un corso davvero molto apprezzato).

1) Cos’è JPM8?
A volte abbiamo bisogno di una definizione per capire le cose. Tecnicamente, JPM8 è una “WebAPP”, ovvero un contenuto creato in Html5, residente online come un sito, ma ha una usabilità, una grafica, una “user experience” di un’app.

2) Perché non avete fatto un’app?
Perché le app sono degli ambienti “chiusi”, che richiedono almeno un doppio passaggio: comunicare che esiste e uno spazio dove scaricarla. Un doppio sforzo che genera un ”abbandono“ da parte di molti utenti durante il percorso di avvicinamento. Per pigrizia, per incompatibilità con i propri device (tablet, smartphone, Apple, Android…), per mancanza di spazio di memoria libera sul device, per mancanza di tempo. Siamo difensori del mondo APP, ma in questo caso abbiamo preferito puntare su un contenuto subito visibile e accessibile, e su qualsiasi piattaforma, anche (forse soprattutto) su computer. Per quanto il mondo dei device mobili stia crescendo, l’uso del computer è ovviamente ancora molto ”VIVO”.

3) Perché non un sito?
Perché i siti si scrollando velocemente, non dedichiamo ad un sito il tempo necessario per interagire, per leggere a lungo, per fruire di contenuti video. Prendiamo i contenuti a “bocconi veloci”, dopo qualche secondo fuggiamo via… e questo non era l’esperienza che volevamo e vogliamo proporre

4) Perché i contenuti sono “pesanti”? (la mia connessione è lenta).
I contenuti di Jpm8 sono più pesanti di un sito e meno pesanti di una pubblicazione digitale o app, per di più ogni articolo viene scaricato nel momento della richiesta, e non tutto il “blocco della rivista”. Magari, se avete una connessione lenta, ci mettete qualche secondo, o forse addirittura un minuto a caricare l’intero articolo (fatto di tante pagine), ma il vantaggio è che una volta che l’avete caricato tutte le pagine successive di quell’articolo sono già disponibili, quindi video, foto grandi, interazioni saranno disponibili in real time. Abbiamo scelto la strada di farvi attendere qualche secondo prima, ma poi l’esperienza dell’articolo è a vostra disposizione senza altre attese. Inoltre, se usate un computer potrete tornare sullo stesso articolo sfruttando la memorizzazione dei dati nella cache… vuol dire che la seconda volta sarà caricata in un lampo. Chi dovesse borbottare per l’attesa (che comunque, come detto, si riduce a pochi secondi, o ad un minuto in totale con una connessione medio/bassa) può valutare che questa strada mette in evidenza e al meglio il contenuto visuale, che è l’arma che crediamo sia fondamentale per mostrare (anche per voi) il lavoro e la professionalità nel campo dell’immagine. Foto piccole e a bassa qualità sono così poco di impatto che non è facile giustificare un costo sensato.

5) Vedere i contenuti nel browser è poco “piacevole”
Vero, ma in realtà c’è un modo per evitare di vedere il browser e andare a pieno schermo: su computer basta impostare il browser nella visione “pieno schermo”, usando questa icona del menù:

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Se invece usate un device mobile, potete salvare il link della rivista direttamente in home, in tre semplici mosse:

1) cliccate il link o digitatelo nel browser

2) Andate su Salva… e dite di salvare lo stesso link in Home.

3) Si salverà un’icona, identica a quella di un’app, sul vostro device, basterà a questo punto cliccarla, come se apriste un’app, e avrete il vostro contenuto a pieno schermo… come un’app, senza browser.

6) Cosa c’è di “diverso” rispetto ad un sito?
Questa è una domanda difficile… noi dichiariamo e spieghiamo che JPM8 è una rivista digitale, non un sito, eppure è “online” come un sito ed è scritto con il linguaggio dei siti (Html5). Qual è la differenza? Prima di tutto è una struttura di tipo editoriale: una copertina, un indice, un editoriale, degli articoli che fanno parte di un “numero”. Non si aggiorna (anche se si completa… per ora abbiamo pubblicato alcuni articoli, nei prossimi giorni ne pubblicheremo altri), perché è una rivista, che è un blocco unico. Ma, specialmente, si fruisce come una rivista digitale, con gestures tipiche da App e non da sito, le “pagine” non scrollano, semmai scrollano i contenuti interni, le animazioni sono sensibili al touch (ma si possono fruire anche con il mouse). Se trovate qualche difficoltà all’inizio, considerate che quello che state facendo non è sfogliare dei contenuti, ma imparare un nuovo linguaggio di comunicazione digitale, che miscela e potenzia cose che conosciamo già. Il fascino dello scoprire una nuova via è già solo per questo affascinante. Ovviamente il tempo dirà se e cosa serve cambiare, in che modo andare incontro agli utenti per rendere ancora più piacevole la loro esperienza, ma siamo agli inizi… e questa esperienza non esiste, ma esisterà grazie proprio all’uso che ne faranno le persone.

7) Cosa c’è di nuovo nei contenuti?
Abbiamo dedicato questo numero ai nuovi modi di progettare e realizzare immagini fotografiche e video. Abbiamo usato tecniche nuove e per certi versi rivoluzionarie, non tanto nelle modalità di base, ma nel come le abbiamo confezionate. Siamo partiti da video 4K e li abbiamo trasformati in sequenze che si muovono con le “dita”, abbiamo preso un unico frame di un video e lo abbiamo stampato ad altissima qualità sulla carta… per dimostrare che si possono creare flussi di lavoro che hanno un’unica partenza (una ripresa video di altissima qualità) e tante destinazioni (video, foto stampate, sequenze, animazioni, videoinstallazioni, app). Questo voleva dimostrare che oggi il mestiere (e il business) del fotografo può evolversi, crescere e svilupparsi sul serio su varie aree. JPM8 è testimonianza e manifesto di questa nuova visione.

8) Cosa cambia dal punto di vista grafico?
Abbiamo usato nuove modalità di produzione delle pagine, integrando le esperienze tipiche della grafica su carta (per esempio la tipografia, che è stata molto curata), ma adattandole a delle “pagine” che cambiano forma e rapporto tra i lati. Si va oltre al concetto di “responsive”, che è l’adattamento della forma sugli schermi… abbiamo lavorato sulla “psicologia” del device, e non solo sulla sua forma. Perché sappiamo che le persone usano i device in modo diverso, in diversi momenti della giornata, per fruire di contenuti in modo diverso. Non abbiamo fatto “una rivista”, ne abbiamo fatte almeno 4, e ogni device ci permette di offrire la migliore sintesi del contenuto.

9) In un mondo sempre più “social”, come si colloca JPM8?
Ogni articolo può essere condiviso sui social usando questo pulsante di condivisione nel menu

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Questo significa che è possibile commentare contenuti, idee, visioni sulla piattaforma che preferite: invece che creare uno spazio commenti “dentro” la rivista, l’abbiamo creato ovunque… Questo aiuta la propagazione del contenuto stesso, la condivisione, il dialogo.

10) Perché, nell’era digitale, avete fatto anche una versione cartacea?
Perché sulla carta si percepiscono e si valutano dettagli che non esistono sul monitor, così come ci sono degli elementi “Unprintable” (instampabili), come video ed interazioni. Visto che JPM8 voleva essere una testimonianza tangibile di quello che si può ottenere nella produzione di immagini su qualsiasi media, la carta è un media, importantissimo e quindi abbiamo realizzato una versione stampata che permette di toccare con mano questa qualità, e su questa analizzare una propria strategia di workflow e di lavoro, ma anche di proposta commerciale e marketing della vostra attività.
Perché costa tanto, questa versione cartacea? Perché è realizzata in digitale, a copie singole, con macchine e carte della massima qualità, perché non serviva fare un prodotto di massa, e nemmeno puntare all’economia. E’ – la versione cartacea – il frutto di un laboratorio di ricerca, per pochi, per quelli che vogliono capire davvero (e non solo parlare… e non solo “dare per scontato”) cosa significhi sul serio la qualità. Se vi spaventa il costo, vuol dire che non è prioritario per voi capire effettivamente cosa si può fare oggi con nuovi mezzi per l’immagine, però poi non lamentatevi se i vostri clienti fanno lo stesso con voi.

Se vuoi comprare la versione cartacea di JPM8 (fallo, perché sarà un modo per capire “davvero” cosa significa qualità di stampa partendo da dei frames 4k e per ispirare il tuo business del futuro), usa questo bottone di Paypal qui sotto.

 

Opzioni



JPM8 è il PRIMO esperimento di una nuova editoria. E’ un punto di partenza, già abbiamo almeno 59374 idee per migliorarlo, ma amiamo la condivisione dei progetti, e sappiamo che il modo per renderlo ancora (molto) migliore è vedere come le persone lo usano, e non serve metterlo in mano a poche persone, al nonno (qualcuno lo fa, per capire se “riesce a capirlo, in quanto anziano) o alla mamma… La user experience, che è difficile da studiare sui prodotti nuovi, perché non si hanno riferimenti, solo ipotesi, si affina e si migliora quando migliaia di persone lo usano. Per questo, JPM8 esce dal suo laboratorio di ricerca, e entra nel laboratorio d’uso. Avete la possibilità di essere utenti di qualcosa di nuovo, e vorremmo da parte di tutti supporto, amicizia, comprensione ed entusiasmo. Perché il mondo si può evolvere se qualcuno ci prova, a cambiarlo.

6 responses

  1. Complimenti! Sai che se c’è da criticare qualcosa che secondo me va migliorato o non è pertinente all’anima di quello che ho sempre visto e seguito, lo faccio senza peli sulla lingua … e a volte anche troppo. Poi in silenzio seguo con curiosità, rispetto e molta voglia di imparare, ma allo stesso modo e con le solite energie delle critiche, quando vedo qualcosa che supera già l’alto standard, mi lancio in complimenti. Ecco, qui ci vogliono tutti, ancora prima di averla vista. Mi ricorda i bei tempi di quando dovevo andare appositamente in libreria a comprare il jumper di carta, quello stampato con tecniche sempre avanti e che parlava di un mondo digitale del futuro che sarebbe stato prossimo ;-)

    1. Grazie Francesco. La cosa più bella di questo lungo percorso (20 anni e oltre) è di scoprire che siamo stati accanto a molti che sono cresciuti con noi, con i quali abbiamo scambiato visioni e pensieri. Una strada fatta di tanti tasselli, che sono stati creati insieme. Buona domenica e grazie proprio perché quando l’entusiasmo arriva da persone che conoscono la storia è ancora più bello…

  2. Buongiorno,
    mi permetto di chiedere alcuni chiarimenti in merito agli aggiornamenti. Come si fa a sapere quando le sezioni attualmente vuote saranno completate? È prevista una newsletter o l’unico modo è tornare periodicamente a vedere se c’è qualcosa di nuovo?

    1. Ciao Andrea, lo abbiamo indicato nella parte iniziale della rivista: chi lo desidera può richiederci di essere aggiornato in “tempo reale”sulla pubblicazione dei nuovi articoli, ma comunque ovviamente lo segnaleremo via newsletter e via social. Ci sono ancora molti contenuti da scoprire ;-) Grazie per il tuo interesse, a presto

  3. Un bel progetto. Come al solito immagino che per far quadrare i conti tu debba aver avuto bisogno di sponsor.
    Non è facile però fruire dei contenuti in questa maniera. ci sono dei momenti in cui mi sembrava che fossero più degli esercizi di stile per colpire un po’ di “futuri” clienti”.
    Comunque complimenti perchè riesci a realizzare dei prodotti di ottimo livello. Chi non fa niente non sbaglia quindi perdona queste mie critiche che non vogliono sminuire il tuo lavoro ma semplicemente farti riflettere su alcune impressioni.
    Grazie anche per il convegno alla NABA sulla stampa indipendente. Ho potuto seguire solo la mattina ma era pieno di spunti ed idee interessanti…
    Progettare contenuti per diverse piattaforme, come dici da anni, è una necessità ormai. Chi non lo capisce o riesce a ritagliarsi delle nicchie o inevitabilmente scivola fuori dal mercato.

    1. Ciao Vittore, le tue non sono critiche: sono analisi. La cosa di cui siamo orgogliosi, è che siamo riusciti a parlare di cose nelle quali crediamo, facendo articoli che hanno ovviamente anche un risvolto che interessa a delle aziende, ma lo abbiamo fatto in modo (crediamo) intelligente, e questo va a vantaggio di tutti: dei lettori, nostro, delle aziende. E apre un orizzonte condiviso di un modo di fare informazione che non chiede banner e pagine pubblicitarie stupide ed inutili (e bypassabili), ma offre professionalità e sensibilità, rispetto per le parti e per il contenuto. Credo che il mondo dell’informazione abbia bisogno di meccanismi più profondi e impegnativi, per trovare una soluzione di sostenibilità e di qualità.

      Per l’evento sulle riviste indipendenti, mi dispiace che non ci siamo salutati dal vivo, ma ti segnalo comunque che se hai voglia e tempo ci sono tutti i video degli interventi, sintetizzati qui: http://mgzn.co/mgzn-2016-the-day-after/ e che pubblicheremo un ePub interattivo che contiene la sintesi della giornata.

      Buona giornata e buon lavoro.

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